Pierfortunato CALVI
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Pierfortunato CALVI

Località: al Peralba, Sappada
Altitudine: m. 
2167
Gruppo: 
PERALBA
Cartografia: 
Tabacco 1:25000 n.01 "Sappada, Santo Stefano, Forni Avoltri"
Apertura: 
giugno - settembre
Telefono rifugio: 
+39 0435.469232
E-mail: 
rifugio_pfcalvi@libero.it
Posti letto: n. 
60
Locale invernale: 
Gestore: Famiglie Galler e Pachner
Tel. gestore: 
0435.66176
Cell. gestore: 
339.5620276
  • Accessi
  • Storia
  • Descrizione
  • Itinerari
  • Sentiero
    - da Cima Sappada, per sentiero n° 132 (h. 2-3, E)
  • Sentiero
    - dalla Val Visdende per sentiero n. 137 (h. 2, E)
  • Fuoristrada servizio
    - da Cima Sappada, per carrozzabile fino alle Sorgenti del Piave e poi per sentiero n° 132 (h. 1, E)

Il Rifugio

Fu costruito nel 1925 dal Comune di Sappada. Innaugurato nel 1926. Funzionò per alcuni anni come rifugio alpino per divenire poi una struttura della guardia di finanza. Ridivenne rifugio alpino nel'38 ma fu gravemente danneggiato durante l'ultimo conflitto mondiale. Alla fine della guerra fu ristrutturato e nel '54 divenne di proprietà della sez. C.A.I. di Sappada.

Pier Fortunato Calvi

Generalmente i rifugi del CAI hanno nomi di alpinisti, di città delle sezioni che hanno contribuito alla costruzione del rifugio o di monti. In questo caso invece il rifugio è dedicato ad un combattente per l'unità d'Italia giustiziato dagli austriaci nel 1855 a Belfiore, un quartiere di Mantova, dove dopo il 1848 furono giustiziati molti italiani.
Calvi nacque in Veneto nel 1817. Capitano dell'esercito austriaco di guarnigione a Venezia, fu trasferito a Graz perchè sospettato di idee irredentistiche. Durante i moti del 1848, si dimise dall'esercito austriaco e si mise a disposizione del governo provvisiorio della Repubblica di Venezia che lo invitò ad organizzare le truppe del Cadore. Con 500 volontari cadorini battè più volte gli austriaci finchè non fu costretto a sciogliere la formazione ed a continuare il suo impegno nella difesa di Venezia.
Con il ritorno degli austriaci fu costretto a riparare dapprima in Grecia e poi in Piemonte. Nel 1853 ebbe l'incarico direttamente da Mazzini di organizzare la resistenza del Cadore. Ma durante il trasferimento, probabilmente tradito da una guida, fu arrestato e giustiziato a Mantova nel 1855.

Salita al M. Peralba (2963 m) per la via ferrarta "P-Sartor", ore 2 EEA


Dal rif. Calvi si sale per comoda mulattiera (132) fino ad un bivio segbalato. Si lascia sulla destra il sentiero per il passo Sesis per proseguire prima in piano e poi per ripidi pascoli fino alla base dell'imponente parete sud-est del M. Peralba dove inizia la ferrarta (targa e scala di ferro).
Alla fine del tratto attrezzato un erto sentierino, prima su erba e poi su sfasciumi, porta alla vetta.
La discesa può essere effettuata per la via comune, che riporta al rif- Calvi, o per il crestone occidentale che porta al rif. Sorgenti del Piave (vedi).

Salita al Pic Chiadenis (2490 m) per via normale da nord-ovest, ore 1,30 EE


Dal rif. Calvi si raggiunge il passo Sesis (2312 m). Si lasciano i sentieri 140 e 173, per seguire un sentiero a destra che sale e supera un ripid pascolo (sent. PIC su masso) e che conduce all'entrata di una breve grotta di guerra che sce sul versante opposto della crestina. Si passano alcune postazioni della guerra 1915/18 e si raggiunge una forcellina esposta (attenzione) alla base delle rocce.
Dopo aver superato un breve e ripido gradino roccioso si segue un sentierino che conduce a destra in piena parete ovest. Da qui una cengia rocciosa ripida a gradinata sale fino a vecchie postazioni militari austriache sotto alla vetta. In breve, superato un breve canalino e la crestina sommitale, si arriva alla vetta. La discesa si effettua per la via i salita ed esige molta cautela.;

Monte Avanza m (2481 m)

Hochweißsteihaus h 2; Volaia-Hütte h 7; Rifugio Lambertenghi h 7

SentieriNatura

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