GIAF
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GIAF

Località: al Coston di Giaf, Forni di Sopra
Altitudine: m. 
1400
Gruppo: 
CRIDOLA
Cartografia: 
Tabacco 1:25000 n.02 "Forni di Sopra, Ampezzo, Sauris, Alta Val Tagliamento"
Apertura: 
Da metà giugno a metà settembre; al fine settimana dai primi di giugno a metà giugno e da metà settembre a metà ottobre.
E-mail: 
info@rifugiogiaf.it
Posti letto: n. 
50
Locale invernale: 
Gestore: Dario Masarotti
Tel. gestore: 
338.7856338
e-mail gestore: 
info@rifugiogiaf.it
  • Accessi
  • Storia
  • Descrizione
  • Itinerari
  • Sentiero
    -da  Forni di Sopra - località Chiandarens, per sentiero n° 346 (h 1)
  • Sentiero
    - dal Passo della Mauria, per sentiero n° 341 (h 2)

Il Rifugio Giaf e la sua storia

Inaugurato nel 1947, il Rifugio Giaf appartiene al Comune di Forni di Sopra ed è stato affidato alla omonima Sezione del CAI.

E’ situato alla base del Coston di Giaf, su un ripiano boscoso, fra il pascolo del vecchio Cason di Giaf (40 m più in basso) e la mulattiera che porta alla Forcella Scodavacca. L'ambiente è tipicamente dolomitico con cime frastagliatissime ed arditi torrioni dalle pareti nude e lisce che contrastano magnificamente con il verde dei boschi situati sui più dolci versanti alla loro base.

Un tempo sul luogo esisteva una malga; i lavori per la trasformazione in rifugio iniziarono nel 1938 ad opera della Guida Alpina Iginio Bianchi Coradazzi (che in quei luoghi faceva il pastore), con l'aiuto della moglie e dei figli. Nel trasporto del materiale dal fondo valle collaborarono anche alcuni volenterosi del paese di Forni di Sopra; ciò permise anche la costruzione della cappella votiva in memoria di Erminio Cella.

Il rifugio è una solida costruzione in muratura su tre piani. Al pianterreno si trovano il bar, la cucina e un'ampia sala di pranzo con circa 45 posti a sedere. L'arredamento in legno crea un'atmosfera calda e accogliente, tipica di un rifugio alpino, resa ancora più caratteristica dalle presenza del “fogolâr” friulano.

Le pitture murali dell’artista Paolo Zanussi, eseguite verso il 1970, rappresentando alcune situazioni tipiche della vita friulana di un tempo (l’osteria, la vecchia cucina friulana, la pigiatura dell’uva, la marcia degli alpini ecc.) rendono la sala un ambiente unico e originale.

Al primo piano si trovano una stanza a 4 letti, una a 6 letti, due stanze con 10 posti letto in letti a castello, due bagni completi di doccia e due gabinetti. Al secondo piano vi è una camerata con 16 posti letto in letti a castello e alcuni altri posti di emergenza.

Nel vasto spazio che lo circonda, oltre a numerosi tavoli rustici, si trova un piccolo parco giochi a disposizione degli ospiti.

Il locale invernale si trova nell'edificio (ex stallone della malga) che si trova accanto al sentiero di discesa, circa 50 metri al di sotto del rifugio.

Storia

Dove adesso sorge la cappella votiva, c’era una malga utilizzata dai pastori di Forni. Iginio Coradazzi detto “Bianchi”, forte conoscitore ed alpinista della zona, pensò di costruire un ricovero per tutti gli appassionati di montagna.

Fu così che nel 1938, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale ed alla partecipazione di molti fornesi, iniziarono i lavori di costruzione del Rifugio Giaf nella sua attuale ubicazione.

Il rifugio ultimato venne custodito saltuariamente e durante la guerra fu occupato per un periodo dai cosacchi.

Finalmente il 27 Luglio 1947 il rifugio viene inaugurato con il suo primo gestore: Iginio “Bianchi” Coradazzi. La gestione di Coradazzi durò sette anni, dal 1947 al 1954, durante i quali fu sviluppata la palestra di roccia Zamolo. Inizialmente viene dato in affidamento alla SAF di Udine e dal 1980 CAI Sezione di Forni di Sopra Bianchi dunque abiterà in Giaf con la sua famiglia fino alla sua scomparsa nel 1952 (le sue ultime parole sono state “datemi il sacco e la piccozza”), quindi resteranno la moglie Rina Schiaulini ed il figlio Lino Coradazzi fino al 1954.

Successivamente si avvicenderanno i seguenti gestori:

  • 1955: Mario Micoli, alpinista udinese.
  • 1956: Angelo Ferigo detto “Bic”, e Giulio Schiaulini detto “Gui”.
  • Dal 1957 al 1969: Luigi Galiussi, detto “Biondo” con la moglie Elisabetta e l’aiuto della Rina vedova Bianchi. Nel 1969 il salone e la cucina vengono ampliati e viene costruito un bagno.
  • Dal 1970 al 1972: Ugo Coradazzi, guida alpina, figlio di Bianchi.
  • Dal 1973 al 1977: Anita Cella con la sua famiglia.
  • Dal 1978 al 1979: Giglio Ticò detto “Camicia” e suo fratello Arturo.
  • Dal 1980 al 1996: Marco De Santa con la sua famiglia. ha ideato e tracciato con l’aiuto del locale Corpo Forestale l’Anello di Bianchi. Nel 1980 vengono costruiti due bagni e due docce e viene ampliata la cucina. Nel 1990 vengono costruiti i bagni al primo piano, vengono ampliate le camere e viene cambiato il manto di copertura del tetto.
  • Dal 1997 al 2005: Lozza Stefano detto “Profeta” ed Alessandra Pertuso con la loro famiglia. In questi anni il Comune di Forni finanzia la centralina. Molti sono gli interventi di finitura, miglioramento ed adeguamento del rifugio effettuati durante questa gestione.
  • 2006: la guida Alpina Oreste Bortolotti con la moglie Barbara Feltrin ed i figli Daniele,Veronica e Valentino. In questo anno viene ampliato internamente il bar.
  • Dal 2007 al 2010 la gestione del rifugio ritorna alla Famiglia De Santa : Marco, Graziella, Flavio e Roberta.
  • Dal 2011 a oggi Dario Masarotti con Antonietta Spizzo.

Proposte di escursioni dal Rifugio Giaf

Il percorso più facile e panoramico che si può compiere dal Rifugio Giaf è senz'altro l'Anello di Bianchi, che vuol essere anche un omaggio alla memoria di Iginio Coradazzi "Bianchi", guida alpina e pioniere dell'alpinismo fornese. Dislivello 300 m, circa due ore e mezza per il giro completo.

Una salita interessante è quella alla forcella Scodavacca, 2043 m, in circa 2 ore lungo il sentiero 346. Si può continuare la traversata fino al Rifugio Padova in Cadore dove si giunge in circa 3 ore.

Dalla forcella si può salire alla Tacca del Cridola, m 2290, e quindi scendere al Bivacco Vaccari a m 2050. Da qui con il sentiero 340 è possibile risalire alla Forca del Cridola m 2196 e quindi ritornare al Rifugio Giaf passando per il Cason del Boschet (questo ultimo tratto è in comune con l'Anello di Bianchi).

Il percorso più lungo e meritatamente famoso è il "Truoi dai sclops" (Sentiero delle genziane) che porta a valicare due alte forcelle e scende al Rifugio Flaiban-Pacherini in val di Suola. Calcolare circa 8 ore per l'intero anello. Altrettanto bello è raggiungere il Bivacco Marchi Granzotto, m 2170, nella valle Monfalcon di Forni, attraverso l'alto passaggio della Forcella del Cason: calcolare circa due ore e mezza per la sola salita.

E' questa un'escursione che presenta una lunga e faticosa salita, ma che ci ripagherà al massimo per la meraviglia del mondo di crode che ci si aprirà davanti una volta raggiunta la forcella del Cason: il verde e solitario circo sommitale della valle Monfalcon di Forni, dove su uno sperone spicca il rosso puntolino del Bivacco Marchi-Granzotto, classica struttura a semibotte della Fondazione Berti.

Saremo ai piedi delle cime della Cresta del Leone, del Monfalcon di Cimoliana, del Monfalcon di Forni, del Torrione e di Cima Barbe.

Continuando per il sentiero 359 si può scendere in val Meluzzo al Rifugio Pordenone oppure prendere per Casera Valmenon e Truoi dai Sclops, valicando la Forcella del Leone dirimpetto si scende in val Monfalcon di Cimoliana, valicando la forcella Monfalcon di Forni si può scendere in val d'Arade e al rifugio Padova, oppure risalire alla Forcella Montanaia.

Le cime più frequentate sono il monte Cimacuta m 2059, la Cima Urtisiel Est m 2119 e naturalmente il Cridola m 2581, la cima più alta della zona, la cui ascensione tuttavia richiede conoscenze alpinistiche.

Sul sito del Rifugio www.rifugiogiaf.it si possono trovare le descrizioni dettagliate di queste e di molte altre escursioni.

Escursionistiche

- Al Rif. Pordenone per la Forc. Urtisiel (m 1990), sent. 361, ore 4, E.
- Al Rif. Pordenone per il Biv. Granzotto.
- Al Rif. Flaiban Pacherini per il "Truoi dai Sclops" (sentiro delle genzianelle), segnavia personalizzato, ore 7.30, E.
- Anello di Bianchi, segnavia personalizzato, ore 2.30, E.
- Alta via 6.
- Carnia Trekking
- Anello delle Dolomiti Friulane.
- Anello del Cadore

Alpinistiche

- Via normale al MOnte Cridola.
- Cima Porton di MOnfalcon.
- Al Passo della Mauria per sentiero attrezzato "GIovanni Olivato".

SentieriNatura

link a SentieriNatura con le escursioni in zona ed altre informazioni utili!

Assorifugi Friuli Venezia Giulia

e-mail: info@assorifugi.it

Cod. Fisc.: 93007880300