|
I CONSIGLI DEGLI ESPERTI
|
|
|
Apprezzo l'entusiasmo con cui molte persone si avvicinano
alla Montagna e all'escursionismo, spero quindi che i pochi consigli che
ho deciso di scrivere qui di seguito, possano rendere ancora di più
piacevoli e sicuri questi momenti trascorsi in mezzo alla natura.
Mi piace pensare che la Montagna così come la troviamo ci sia stata
lasciata da chi prima di noi ha avuto modo di apprezzarla, e che altri
dopo di noi ci saranno grati per come noi l'abbiamo lasciata a loro.
|
| |
Raimondo Sciarillo
(Guida Alpina)
|
|
EQUIPAGGIAMENTO
|
Per chi si avvicina alla Montagna con mire prettamente
escursionistiche, avrà grande importanza un equipaggiamento adeguato,
che comprenda per prima cosa il vestiario.
Un paio di scarponi robusti con scuola tipo Vibram sarà l'ideale
se calzati sopra un paio di calzettoni di buona lana.
Pantaloni alla zuava, camicia di flanella, un Pile e una giacca a vento
con cappuccio, un copricapo e una para-orecchie saranno utili.
A seconda dell'escursione e del periodo nel quale viene effettuata, i
guanti non dovranno mancare, come neppure un parapioggia a manica corta,
un completo impermeabile e una torcia elettrica.
|
| ATTREZZATURA |
A seconda del nostro programma, dovremo avere uno zaino
adeguato per riporre le cose che ci servono per quella gita; indumenti
di riserva, viveri per la colazione all'aperto e un contenitore per liquidi,
che oggi può essere anche una bottiglia di plastica più
o meno grande (da riportare a valle quando non ci serve più).
Se nelle gite, sarà compreso l'attraversamento di un ghiacciaio,
la piccozza potrà essere usata come bastone; non sarà assolutamente
sufficiente se si dovrà attraversare una zona crepacciata dove
sarà indispensabile l'attrezzatura alpinistica e, ovviamente, la
conoscenza del suo impegno.
Per chi affronterà dei percorsi attrezzati (ferrate) saranno utili:
un'imbragatura, alcuni cordini da 8 mm e due moschettoni (uno normale
e uno a ghiera) in lega leggera, ma robusti. Il moschettone normale servirà
per procedere con continuità, mentre quello a ghiera per eventuali
soste prolungate. Nel caso di percorsi in verticale, sarà utile
il dissipatore (attrezzo che serve per ammortizzare lo strappo nel caso
di caduta) il quale normalmente va usato con molta attenzione e in maniera
corretta. Indispensabile, su percorsi in verticale, il casco.
Per l'acquisto di queste attrezzature, prima di rivolgersi ad un negoziante,
farsi consigliare da una persona esperta.
ASSICURARSI SU VIE ATTREZZATE
Per la progressione sulle vie attrezzate, più comunemente dette
ferrate è necessario tenere conto di come sono attrezzate.
Esistono infatti percorsi che hanno come caratteristica:
- la corda metallica fissa in traversata e scalette a gradini metallici
in verticale;
- la corda metallica fissa sia in traversata che in verticale con ancoraggi
che vanno da due a cinque metri di distanza l'uno dall'altro.
Nel primo caso può essere considerata sufficiente
l'auto assicurazione per mezzo di uno spezzone di corda (o mezza corda),
legato direttamente all'imbragatura con un nodo delle guide con frizione,
alle cui estremità libere (lunghe circa 80-90 cm) sono fissati
due moschettoni adatti per agganciarsi alternativamente alle attrezzature.
Infatti in questo tipo di ferrata l'eventuale caduta mette in gioco le
forze di poco superiori al peso del corso.
IMPIANTO DI CORDA FISSA
Qualora di ci trovasse in comitiva in tratti esposti non attrezzati o
con attrezzature in cattivo stato, è consigliabile stendere una
corda rendendola fissa nel modo seguente:
- si supera il tratto in questione procedendo in arrampicata e con
l'assicurazione dinamica- mezzo barcaiolo;
- si fissa la corda con una estremità al primo ancoraggio valido
posto dopo l'interruzione dell'attrezzatura o il tratto esposto;
- si tende la corda scendendo assicurati alla stessa con autobloccante
e creando ancoraggi (piolo già esistenti o chiodi infissi appositamente
a 5-6 metri) nei punti di angolazione, ai quali si fissa la corda tramite
cordino col nodo di Prusik;
- si passa la corda all'ultimo ancoraggio valido posto prima dell'interruzione
e si tende col sistema della doppia carrucola e la si blocca con l'apposita
asola e controasola.
|
| MODO DI CAMMINARE |
Sia in marce di avvicinamento, che durante l'escursione
vera e propria, sarà opportuno tenere una andatura media senza
forzare, non servirà così fermarsi troppo spesso, le tappe
potranno essere più distanziate e il consumo di energie minore.
Particolare attenzione deve essere rivolta ai segnali, su un sentiero
in buone condizioni, saranno segnalate le deviazioni, nei tratti continui
il sentiero stesso sarà già un buon segnale.
Purtroppo molti percorsi sono spesso rovinati da scorciatoie, le quali
possono facilmente far deviare l'escursionista in percorsi poco sicuri,
quando non addirittura a fondo cieco.
Va fatto presente che il percorso migliore e mento faticoso è sempre
quello principale e che inoltre le scorciatoie create inutilmente sono
spesso causa di frane e smottamenti.
|
| PERICOLI DELLA MONTAGNA |
L'escursionista non corre meno pericoli dell'alpinista
provetto pertanto, se si fa parte di un gruppo, sarà opportuno
che il più capace porti con sé una corda di media lunghezza
e la sappia usare in modo appropriato.
Durante la marcia, rivolgendo la parola ai compagni, evitare di voltarsi
indietro, è facile mettere un piede in fallo con conseguenze irreparabili.
Sulle ferrate tra un ancoraggio e l'altro, se in comitiva, evitare di
camminare affiancati ai cavi senza agganciare il moschettone: una oscillazione
della corda può spingervi nel vuoto!
Non meno pericolosi sono i tratti erbosi in pendenza, particolarmente
con erba bagnata ed avendo ai piedi scarponi con suola inadatta.
Qualche problema può essere creato da morsicature d'insetti o peggio
di vipere.
Per il primo potrà bastare una pomata, ma per le vipere si dovrà
provvedere a una legatura a monte della morsicatura, non iniettare il
siero antiveleno (può portare a conseguenze peggiori del veleno),
non fare tagli tra segni dei denti se non si ha un ottimo aspiratore di
veleno, si eviterà così l'entrata in circolo tramite capillari.
Se possibile riportare immediatamente a valle il ferito e farlo ricoverare,
oppure allertare i soccorsi. Sia ben chiaro che le vipere non inseguono,
il loro morso è solo accidentale.
|
| RIFUGI E BIVACCHI |
Nella frequentazione di rifugi e bivacchi non dobbiamo
dimenticare che siamo sempre e comunque ospiti, quindi dobbiamo comportarci
come tali. I bivacchi sono dei ricoveri di emergenza e anche se qualche
volta sono al completo, nessuno può permettersi di mandare via
eventuali nuovi arrivati.
Se si ha la necessità di lasciare dei rifiuti in qualche rifugio,
sarà corretto comunicarlo al gestore (anche per lui lo smaltimento
può essere un problema).
Non lasciare rifiuti in montagna, quando ritorneremo la troveremo pulita.
Ricordiamoci che una volta consumate le cibarie, i rifiuti che porteremo
a valle saranno comunque meno pesanti di ciò che avevamo alla partenza.
Nei rifugi, nei bivacchi e sulle cime esistono dei libri sui quali vanno
scritti i propri dati, sono utili alle squadre di soccorso nei casi di
ricerca di persone disperse, dobbiamo usarli e trattarli con cura.
|
| SEGNALI DI SOCCORSO |
Nell'eventualità di dover chiamare i soccorsi,
i segnali possono essere di richiamo a voce o con fischietto, visivi a
mezzo di torce.
SEGNALI INTERNAZIONALI DI SOCCORSO ALPINO CHIAMATA DI SOCCORSO
Emettere dei segnali acustici od ottici in numero di
- SEI OGNI MINUTO -
(1 segnale ogni 10 secondi)
- UN MINUTO DI INTERVALLO -
Continuare l'alternanza di segnali e intervalli fino a raggiungere
la certezza di essere stati ricevuti e localizzati.
RISPOSTA DI SOCCORSO
Emettere dei segnali acustici od ottici in numero di
- TRE OGNI MINUTO -
(1 segnale ogni 20 secondi)
- UN MINUTO DI INTERVALLO -
Continuare l'alternanza di segnali e intervalli fino a raggiungere
la certezza di essere stati ricevuti e localizzati.
N.B. E' fatto d'obbligo a chiunque intercetti segnali di soccorso
di avvertire il più presto possibile il posto di chiamata o la
stazione di soccorso alpino più vicini.
SEGNALAZIONI CONVENZIONALI USATE QUANDO ESISTE IL CONTATTO VISIVO
E NON E' POSSIBILE QUELLO ACUSTICO
PARTICOLARMENTE ADATTE PER INTERVENTI CON L'ELICOTTERO
(CI SONO LE IMMAGINI)
| |
SIGNIFICATO |
| In piedi con le braccia alzate ad "Y" |
|
- abbiamo bisogno di soccorso
- segnalazione positiva
- atterrare qui |
| In piedi con un braccio alzato ed uno abbassato |
|
- non serve soccorso
- segnalazione negativa
- non atterrate qui |
|
| SOGGIORNO FORZATO |
Anche una giornata di brutto tempo può non essere persa
stando in un rifugio; i racconti di un gestore disponibile possono arricchire
il nostro bagaglio di conoscenze della zona e può sempre tornarci
utile in futuro.
|
| SCALA DI DIFFICOLTA' |
Per una valutazione delle difficoltà nei percorsi
escursionistici, sono state adottate le seguenti sigle:
| T |
Turistico - strade forestali e mulattiere |
| E |
Escursionistico - sentieri e tracce |
| EE |
Escursioni Esperti - itinerari segnalati, su terreno
impervio, che comportano passaggi rocciosi di facile arrampicata,
o attraversamento di canali nevosi |
| EEA |
Escursionisti Esperti con Attrezzature - percorsi attrezzati
e vie ferrate. Per tali percorsi è necessario conoscere l'uso
dei relativi dispositivi di assicurazione |
|
| DUE REGOLE VALIDE |
Quando in montagna si deve fare presto, non si deve correre,
basta non perdere tempo.
L'andare sui monti deve essere divertimento, se non ci si diverte più
sarà bene tornare indietro. |
| |