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Dal Rifugio Tita Piaz 1417 m.si scende lungo la strada asfaltata che dal Passo Pura porta al Lago di Sauris per circa 500 metri e dopo due tornanti si arriva ad una radura a 1356 m con tabella segnaletica per Malga Tintina ,segnavia CAI 215.
Da qui parte a sinistra una pista forestale sterrata, ma con ottimo fondo in questo tratto,che dopo un iniziale rampa ripida prosegue in piano sino ad un grande spiazzo adibito a parcheggio.
Qui si può arrivare senza difficoltà anche in macchina perchè il divieto per le piste forestali, che prima si trovava all'inizio dello sterrato,si trova ora oltre questa radura.
Si segue la strada in piano sotto un bel bosco di abete rosso attraversando prima un tratto dissestato che taglia il canalone delle Ruvis (frane) di Tintina per poi giungere al bivio del sentiero CAI 240 sul Rio della Calcina.
N.B. Attenzione! Il suddetto sentiero, diretto alla cima Est del monte Tinisa, a causa di frane e smottamenti lungo il rio è al momento ancora chiuso.
Noi proseguiamo lungo la strada che ora inizia a salire attraversando un bosco misto di faggi e abeti e dopo qualche ripida rampa arriviamo alla grande radura sotto le pareti nord del M.Tinisa ove si trova la Casera Tintina 1495 m.
Il fabbricato principale della casera è aperto e ci possiamo concedere una sosta per ammirare il bel panorama e fare un spuntino visto che abbiamo già camminato per circa tre quarti d'ora e da qui inizia il tratto più faticoso del sentiero.
Dalla casera si prosegue per un breve tratto lungo la strada verso S-O sino ad una sorgente. posta ai margini dei pascoli,individuabile da lontano dalle tabelle qui poste.
Qui inizia il sentiero CAI 233 che superando un dislivello di quasi 500 m. ci porterà non senza fatica sino al Malpasso di Tinisa permettendoci però di terminare,a parte qualche piccolo tratto,il nostro percorso rimanendo in quota o in discesa.
Dopo una salita iniziale con pendenza moderata si supera un tratto ripido con stretti tornanti sino a giungere ad una soglia pianeggiante coperta di mughi costituita dai resti detritici di quello che rimane della morena frontale dell'ultimo ghiacciaio qui ritiratosi circa 6000-8000 anni fa.
Si prosegue in salita tra i mughi con strette svolte lungo un ripido pendio sotto pareti rocciose e poi risalendo una rampa detritico-erbosa si giunge ad una breve cengia esposta ma ben larga e munita di fune metallica recentemente riposizionata che agevola di molto il passaggio anche a chi soffre di vertigini.
Attraversato senza alcuna difficoltà questo tratto in breve si giunge, dopo circa 1 ora e 15 minuti dalla sorgente, al Malpasso di Tinisa 1960 m.
Da questa forcella salendo verso sinistra (Est) segnavia CAI 240 è possile raggiungere in poco più di mezzora la cima de Monte Tinisa 2120 m. ma la scarsa segnaletica,l'attraversamento di ghiaioni instabili e qualche passaggio in roccia sia pur di un elementare I° - II° grado consigliano la salita solo ad escursionisti esperti e con condizioni di tempo sicure.
Il sentiero Tiziana Weiss scende ora con una diagonale verso destra (Ovest- SudOvest) sul versante meridionale e poi lungo una dorsale con roccette e detriti che richiede un po' di cautela e di attenzione specie in caso di cattivo tempo o nebbia.
Scesi per questa dorsale per qualche decina di metri si piega ulteriormente a destra (Ovest) attraversando prima dei ghiaioni con grandi massi isolati e poi sotto una parete rocciosa una spalla erbosa e dei pendii erbosi con pendenze elevate(olre 45°).L'attraversamento per alcune centinaia di metri di questi ripidi versanti erbosi che un tempo erano i più alti pascoli richiede ora solo un pò' d'attenzione visto che il sentiero su cui camminiamo è largo e ben intagliato.
Terminato il lungo traverso si giunge ad una forcellina erbosa che sul versante Nord è ricoperta di mughi ed è detta Forcella del fieno a ricordo delle estenuanti fatiche dei vecchi valligiani che salivano fin quassù per la fienagione.
Si segue quindi la cresta sino a giungere sulla cima della Punta dell'Uccel di Tinisa 1983 m. dove un cippo segnacime ci permetterà di riconoscere i più importanti monti del vasto e bel panorama.
Proseguendo per la cresta erbosa oltre la cima dapprima in piano e poi in discesa aggirando delle roccette sul versante meridionale si scende per un breve camino un salto di roccia dove la cresta è più accidentata.
Anche questo tratto non presenta difficoltà : il passaggio è ben segnalato ed agevolato da funi metalliche.
Si ritorna nei pressi della cresta superando delle grandi rocce piatte mentre sulla nostra destra sono visibili alti faraglioni di "dolomia cariata"il più grande dei quali denominato Uccel di Tinisa.ed infine scendendo per una larga dorsale detritica si raggiunge dopo circa un'ora dal Malpasso la località Le Forcelle 1820 m. nei pressi della Forca Montof.
Da questo punto è possibile scendere direttamente a Casera Tintina tenendosi sulla destra della valletta del Rio Tintina seguendo il sentiero segnavia CAI 215.
Il nostro sentiero prosegue invece sulla sinistra del rio scendendo dapprima lungo un vecchio pascolo ora incolto e tra macchie di ontani sino a raggiungere la dorsale del Monte Cavallo di Cervia che si segue tra alti larici e sparsi abeti sino a giungere ad un ampia sella nella cui radura troviamo una cappella votiva.
Qui si scende decisamente a destra della dorsale (Est) dapprima obliquamente e poi con larghe svolte attraverso macchie di ontani, alte erbe e sotto grandi abeti fino ad attraversare il Rio Tintina ed a raccordarci nei pressi di un roccione con il sentiero CAI 215 che avevamo lasciato più a monte.
Lungo la pista forestale in leggera discesa si ritorna alla radura ed alla fonte nei pressi di Casera Tintina dopo aver camminato per circa mezzora dalle Forcelle e quindi seguendo a ritroso il percorso fatto alla andata ne impiegheremo un'altra di mezzora per raggiungere il parcheggio nel bosco o tre quarti d'ora se vorremmo raggiungere a piedi la rotabile del Pura ed il Rifugio Tita Piaz da cui eravamo partiti.
L'itinerario si svolge sempre su sentieri ben marcati a livello escursionistico di difficoltà, solo due tratti sono esposti e stretti ma forniti di ottima ed adeguata fune metallica che rende elementare il passaggio. E' bene ricordare di percorrere detto sentiero ,dopo essersi informati sulla sua attuale agibilità (presso il rifugio di partenza), con calzature ed equipaggiamento adeguati e per quanto possibile con condizioni di tempo sicure.
Il dislivello in salita è di circa 600 metri.
Segnaletica CAI n° 215 e n° 233 ed in più la segnaletica propria di questo percorso costituita da un segnale tondo bianco con all'interno una "T" azzurra.
Riferimento cartografico: Carnia trekking 1:25000 Casa editrice Tabacco Tavagnacco (UD).
Periodo consigliato : da giugno a ottobre
Tempo di percorrenza : 4-5 ore
Bibliografia: Per approfondire ulteriormente gli aspetti naturalistici del sentiero e del territorio e per le dettagliate descrizioni delle dodici stazioni di osservazione posizionate lungo il percorso si raccomanda la consultazione del bel libro-guida di L Sirovich e F.Martini" Il Tinisa: ambiente e cultura di una montagna carnica" edito da Lint Trieste 1993 e dell'opuscolo di A.Rovere e L.Minghetti "La foresta di Ampezzo" pubblicazione realizzata dal Comune di Ampezzo.
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