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PANTA REI Tutto scorre
"Che cosa c'è scritto?" chiedono i più curiosi, e indicano la tabella di legno con iscrizione greca, che sta appesa proprio sul banco del bar.
"Tutto scorre, panta rei… è scritto in greco"
"Ah…"
Mauro teneva quella tabella nel suo, di rifugio, forse l'aveva incisa lui stesso.
Dalla sua morte, in segno d'amicizia, la tengono appena, ad anni alterni, Stella ed Achille del Rifugio Paolin e Ascanio del Rifugio De Pretis.
Gli anni dispari sono del Paolin.
E quest'anno ci sono anch'io quassù a lavorare. Sul Most.
La montagna, qui, si percepisce attraverso il vento: così brusco, sempre imprevedibile.
Vento che e scompone le nuvole, continuamente: sole, nuvole chiare poi scure, pioggia, alle volte grandine, poi vento e sole, ancora.
Prati, bosco di faggi, vetta e panorama erano nelle mie passeggiate diurne e notturne dei primi tempi. Ora si sta dentro, come in un nido sull'albero.
Ma è proprio da dentro che si percepisce il tempo, il mese, il giorno della settimana; lo si percepisce da loro: ospiti stabili e instabili, di passaggio o di sosta.
PANTA REI - tutto scorre.
Altri aspetti di umanità, concentrata , mai incontrata, che si mostra, giorno dopo giorno.
Vitale, unico vicino, che insieme alla sua famiglia porta ancora le mucche e le capre ad estivare quassù.
Vitale che suona le campane a Montemaggiore e regola l'orologio del campanile. "Ingranaggi di legno e contrappesi di pietra… perfetto, sai, perfetto al secondo, se ce l'avesse…"
Astrofili che passano le notti a scrutare il cielo.
"Una volpe una notte si è avvicinata così tanto che ho provato a darle un pezzo di pane e non andava più via! L'ho perfino fotografata!"
"Mostrami la foto, un'altra volta che passi di qui"
Mai più visto.
O il giovane che arriva, distrutto, a metà pomeriggio.
"Ho sempre visto il Most da Aquileia e stamattina mi sono detto - CI VADO -.
Sono partito in bici, poi l'ho lasciata a Savogna e sono salito a piedi. MA ad arrivare in cima non ce la faccio… poi devo anche tornare indietro…"
Sul libro dei visitatori scriverà "libero pensatore".
E poi il collezionista di bustina di zucchero.
PANTAREI - tutto scorre.
Chi entra, va in bagno e poi esce senza nemmeno salutare.
Chi entra, puntuale, ogni mattina a chiedere "la medicina", una grappetta al mirtillo.
Chi ti guarda e ti chiede, bambino occhiazzurri: "Scusi signora, dove posso trovare gli gnomi?"
"Dietro la fonte, giù, dopo il bosco di faggi, ma devi avere pazienza e stare in silenzio".
PANTA REI - tutto scorre.
Anche l'uomo che si muove e parla a scatti, poi vede il piano, si siede e le sue mani volano sui tasti.
Sergej Vasil'evic Racmaninov ringrazia di cuore per la sua interpretazione appassionata.
Poi l'uomo si alza e se ne va, a scatti, come quando è arrivato.
PANTA REI - tutto scorre.
La mamma che lascia nel cestino d'ingresso un bel pacchettino dono con la cacca del suo bambino.
O quello che la fa direttamente sotto la finestra, vicino al cassonetto, forse per concimare.
PANTA REI - tutto scorre.
Dario coni suoi aforismi dilata il tempo delle stoviglie e dei clienti impazienti, esigenti, alle volte indisponenti.
Uomini in assetto di guerra per osservare due cervi, palchi imponenti, avvistati all'imbrunire.
Uomini stanchi di lavoro, bruciati dal sole, che devono un bicchiere di vino.
Una sosta per riprendere fiato.
Uomini in motocicletta, in bici, a piedi, tanto per fare banda, insieme.
PANTA REI - tutto scorre.
Donna che piange.
"Tu hai pensato sempre e solo a te" le dice lui, seduto di fronte.
Donne che mangiano la torta e parlano sottovoce.
Donne punte da un'ape, con la caviglia slogata, balestrate, vestite da ballo di sagra, accecate da un fulmine. "Era così vicino che vedo ancora quella luce".
PANTA REI - tutto scorre.
Anche il tempo, le stagioni scorrono quassù, sul Most e quando si ridiscende non si è più quelli di prima.
PANTA REI - tutto scorre Specialmente dentro di noi.
Tiziana 23 Settembre 2003
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