Note in Rifugio 2006
 
 
  Presentiamo anche quest'anno la nostra manifestazione, frutto dell'impegno di chi ancora crede in questo intrigante percorso di fascinazioni montane
Note e Parole in Rifugio giungono così, rispettivamente, alla tredicesima ed alla quarta edizione, rinnovandosi con inedite proposte ed alcune rivisitazioni.
Per la Direzione degli eventi, sottolineiamo la preziosa disponibilità del M° Paolo Pellarin e del Dott. Luciano Santin, appassionati e qualificati Curatori. Grazie!

Un ringraziamento per il sostegno ricevuto: all’Assessorato alla Cultura del FVG, alle Comunità Montane della Carnia e del Gemonese-Val Canale- Canal del Ferro, al Consorzio Carnia Welcome, alla Provincia di Belluno, alle risorse ed alla presenza consapevole, talvolta simpaticamente dialettica, dei rifugisti associati. Cerchiamo di valorizzare al meglio quanto ci viene affidato.

Ed a tutti voi amici delle nostre montagne, il nostro sorriso per l'assidua presenza, bentornati !
Ma ora, silenzio. Si aprono le quinte dei monti, ciao

Nilo Pravisano, presidente assorifugi
Isa De Crignis, coordinatrice assorifugi della manifestazione

 
  ASSORIFUGI FRIULI VENEZIA GIULIA E VENETO
Presenta

 
 
4^ edizione di
PAROLE IN RIFUGIO
Incontri Letterari presso i Rifugi delle Alpi Orientali estate 2009
 
  il curatore della rassegna
Luciano Santin

 
 
  CALENDARIO DEGLI INCONTRI:
 
  LUGLIO 2009
 
  1. sabato 4 luglio, alle 14
Rifugio Chiampizzulon, Rigolato UD
Bruno Contin e Sergio Tavano presentano
“Ernesto, aquilotto caduto”

Il pomeriggio del 12 giugno 1979, alla Scuola militare alpina di Aosta la tromba annuncia la libera uscita. La giornata è piovosa, e gli allievi del corso sciamano per i locali pubblici. Tutti tranne uno: il pontebbano Ernesto Lomasti, grande speranza dell’alpinismo friulano, vent’anni e già formidabili salite al suo attivo.
Preferisce andare ad arrampicare nella palestra di Arnaz, il ragazzo. Lì lo troveranno, la sera, riverso ai piedi di una parete di roccia, forse sbalzato via da un fulmine.

Iscritto al CAI dall’età di tre anni, Bruno Contin è stato animatore e componente del direttivo della sezione di Pontebba, fondando anche la locale stazione del soccorso alpino. Alpinisticamente attivo da oltre quarant’anni in Italia, Slovenia e Austria, è socio Gism e ha avuto modo di arrampicare con Lomasti. Recentemente ha pubblicato, presso “Nuovi Sentieri”, l’autobiografia Giorni in salita.

Laureato in economia, Luca Beltrame si è innamorato delle montagne a 27 anni, dedicando loro tutto il tempo libero.
Ha effettuato oltre 600 salite (con un paio di prime ascensioni), e si considera un alpinista esplorativo, stante la tendenza a perdersi lungo il percorso. Collaboratore di In Alto e Le Alpi Venete, ha recentemente pubblicato per i tipi di Cda & Vivalda Indietro non si torna – la storia di Ernesto Lomasti.
 
 
 
  2. domenica 5 luglio, alle 15.30
Rifugio Grauzaria, Moggio Udinese UD
Massimo Somaglino presenta
“Ma questi sapevano scrivere..”

La potenza fascinatrice della parola supera quella dell’immagine. I “buoni maestri”, che sanno scrivere persuasivamente di montagna fanno opera di proselitismo anche più dei grandi alpinisti (fortunatamente le due funzioni, a volte coincidono). Dai pionieri ai contemporanei è un susseguirsi di testimonianze sull’illuminazione scaturita dai libri.
Così Julius Kugy, che fu colpito da un libriccino per bambini, così Valery Babanov, che, vivendo lontanissimo dai monti, se ne innamorò leggendo Le mie montagne di Walter Bonatti.

Massimo Somaglino, attore e regista teatrale, talvolta autore, cantante o musicista (più che altro per necessità), calca le scene da quasi trent’anni. Della sua carriera ricorda più volentieri il lavoro come attore con Elio DeCapitani ed il Teatro dell’Elfo, l’esperienza attualmente in corso con il Teatro Veneto, il connubio con Giuliana Musso per le regìe di Nati in casa, Sexmachine e il recente Tanti Saluti, nonché il percorso personale di ricerca per produzioni su eventi e personaggi della storia friulana come Zitto, Menocchio!, Cercivento, Achtung banditi!, Indemoniate.
Ama leggere a voce alta, perché dice che leggere a qualcuno è anche un modo per svelare una parte di sé che altrimenti non ce la fa ad uscire. Provare per credere.
 
 
 
  3. sabato 11 luglio, alle 17.30
Rifugio Pelizzo, Savogna UD
Livio Poldini e Mario Di Gallo presentano
“Titani di legno, capostipiti e progenie in FVG”

Gli alberi sono tra gli elementi che più fortemente connotano la media montagna, e non solo dal punto di vista paesaggistico. Un tempo risorsa primaria (basti pensare ai “boschi da remi” della Serenissima), oggi sono da un lato insidiati da pericoli diversi natura, come parassiti, incendi, colonizzazioni e piogge acide, dall’altro lasciati liberi di espandersi in zone non più riservate al pascolo.
E forse è il momento di ragionare sullo “stato dell’arte” forestale.

Livio Poldini, già ordinario di Ecologia vegetale all’Università degli Studi di Trieste, ne è oggi professore emerito. Creatore del coordinamento che ha portato alla pubblicazione dell’Atlante corologico regionale, ha guidato molti gruppi di ricerca naturalistici e pubblicato oltre 260 studi. Membro dell’Accademia di Scienze di Lubiana, referente e componente del comitato redazionale di molte riviste europee, è in rapporto continuativo il Ministero dell’Ambiente in merito ai SIC nazionali.

Mario Di Gallo, di Moggio, lavora nel settore forestale come funzionario della Regione Friuli-Venezia Giulia.
Laureato in Scienze forestali a Padova, ha studiato gli alberi sotto gli aspetti scientifici e utilitaristici. La sua ultima fatica è Giganti della memoria dedicato ai monumenti naturali del territorio regionale, espressione di un interesse nato oltre quarant’anni fa, con l’arrampicata di un gelso centenario, e la successiva lunga meditazione sulle possibilità di discesa.


 
  4. sabato 18 luglio, alle 21
Rifugio Marinelli, Collina di Forni Avoltri UD
Claudio Carratù, Mirko Gasparetto e Luciano Santin presentano
“Carlesso, Cassin e Gervasutti: tre re per un'epoca d'oro”

A cavallo tra 1908 e 1909, nell’arco di soli sette mesi, sono nati, a breve distanza l’uno dall’altro, tre alpinisti eccezionali: Raffaele Carlesso, Riccardo Cassin, Giusto Gervasutti.
Tutti e tre sono emigrati dal Friuli per motivi economici, tutti e tre hanno lasciato un segno importante sui monti, improntando le nascenti scuole veneta, lombarda e piemontese. E’ stato, il loro, un confronto a distanza (ma non sempre), con sottotraccia, forse, la voglia di compiere un exploit risolutivo per affermare il primato.

Pordenonese d’adozione, l’accademico del CAI Claudio Carratù è nato a Tarvisio, crescendo alla scuola di Cirillo Floreanini, e continuando l’attività sulle Grigne, durante un periodo lavorativo a Milano. Ha tracciato vie nuove, effettuato numerose importanti ripetizioni, è stato istruttore della scuola di alpinismo “Val Montanaia” e ha collaborato alle Guide dei monti d’Italia per Giulie e Dolomiti Orientali.

Mirko Gasparetto, trevisano, appassionato di montagna e storico dell’alpinismo, è socio accademico del Gism, componente il comitato di redazione di Le Alpi Venete, e dell’annuario 46° parallelo – testimonianze di montagna e alpinismo del CAI Treviso. Ha pubblicato Montagne di marca, l’alpinismo dei pionieri (Nuovi Sentieri), e, con Carlo Mazzariol, Rifugio Biella – Egerhütte.

Luciano Santin, già membro del direttivo nazionale dei Giornalisti di Montagna e socio Gism, scrive sulla stampa specializzata e sulla “Pagina della Montagna” del Messaggero Veneto. Giurato dei premi Leggimontagna e Le Alpi Venete, ha scritto libri e realizzato audiovisivi di carattere alpinistico.

 
 
 
 
  AGOSTO 2009
 
  5. Sabato 22 agosto, alle 20.30
Rifugio Fabiani, Paularo UD
Ulderica Da Pozzo, Renato Candolini e Carlo Tavagnutti presentano
Luce di vetta: una montagna di foto.

E’ la luce che fa le fotografie; l’uomo ci mette solo la lente e il supporto sensibile, dicono gli autori delle più felici immagini di montagna (e non). Ma la spiegazione, tecnicamente impeccabile, nasconde il più: l’intelligenza visiva, la pazienza, l’amore che occorrono perché gli scatti riescano bene.
Si fanno foto di monti perché si amano i monti, o viceversa?

Professionista dal 1980, Ulderica Da Pozzo, da Ravascletto, ha approfondito lo studio del linguaggio fotografico con Ferdinando Scianna, Gabriele Basilico, Oliviero Toscani, Franco Fontana.
Collabora a numerose testate nazionali e regionali; ha al suo attivo sette libri monografici (oltre a parecchi altri cui ha collaborato) e numerose mostre personali e collettive. Sue opere sono conservate dalla Bibliotheque Nationale di Parigi.
Nel 2002 ha vinto il Premio “Friuli Venezia Giulia fotografia” del Craf.

Renato Candolini, gemonese, ha iniziato da ragazzo a frequentare i monti del natio Gemonese, ed è stato per otto anni presidente della locale sezione Cai. Socio e animatore del Gref e del Gruppo fotografico di Gemona, si è impegnato per lustri nella ricerca degli scorci fotografici più felici delle Alpi Carniche e delle Alpi Giulie, riuniti nei volumi Silenzi in concerto, e Carnia, il silenzio delle vette.

Carlo Tavagnutti, goriziano, fotografa dagli anni ’50, dedicandosi principalmente al paesaggio alpino e alle testimonianze di vita nelle terre alte. Curatore iconografico di Alpinismo Goriziano, ha fornito i suoi scatti a numerose pubblicazioni periodiche e iniziative editoriali, tra le quali va ricordato almeno il volume Volo con l’Aquila, edito per iniziativa del Cai di Gorizia.

 
 
 
  6. sabato 29 e domenica 30 agosto, alle 20.30
Rifugio Pellarini, Tarvisio UD
La Scuola della Val Rosandra di Comici presenta
Scuole di Alpinismo: L'eredità di Comici

Nel 1929, nella triestina Val Rosandra, veniva a costituirsi volontariamente, attorno a Emilio Comici,un corso di arrampicata per neofiti. Poco tempo dopo il CAI avallerà quell’esperimento, e oggi la scuola della Società Alpina delle Giulie risulta la più antica a livello nazionale.
L’ottantesimo anniversario è una buona occasione per ragionare su prassi e finalità didattiche nel Cai, e per ricordare il grande rocciatore con due film: Le imprese di Emilio Comici di Severino Casara e La via eterna, di Giorgio Gregorio.

Laureato in filmologia, Giorgio Gregorio è giornalista all’Ufficio Stampa della Regione FVG. Ha compiuto centinaia di salite con difficoltà sino a ED+ su roccia e ghiaccio, dirige la scuola di alpinismo “Emilio Comici” della SAG, è membro attivo di Mountain Wilderness. Ha realizzato numerosi film di montagna, a partire da Una salita tra le Giulie, miglior opera di autore italiano al Filmfestival di Trento 1997 e premio “Alpi Giulie Cinema” 1998.
Attualmente lavora ad un documentario su Giusto Gervasutti.

Ingegnere, docente universitario e preside della Facoltà di Strade e trasporti, Aurelio Amodeo è stato a lungo nel direttivo della Società Alpina delle Giulie e ha guidato per oltre 12 anni la scuola di Alpinismo “Emilio Comici”.
Ha conosciuto i maggiori esponenti della storia dell’alpinismo triestino (e non) ed è stato allievo di Riccardo Cassin per ottenere il titolo di istruttore nazionale del CAI.

 
 
 
  7. domenica 30 agosto, alle 15
Rifugio Giaf, Forni di Sopra UD
Livio Jacob e Giulio Magrini parleranno di
“Penne nere: verso l'alto e verso la gloria

Nel 1952 il regista Oreste Biancoli si recò in Carnia per girare un film ispirato all’epopea partigiana, su sceneggiatura di Giuseppe Berto.
Pieri, reduce della “Julia”, e Gemma, la sua ragazza vennero interpretati da Marcello Mastroianni e Marina Vlady. Enzo Staiola (il bambino di Ladri di biciclette) ebbe invece il ruolo di Tonino, nipote di Pieri. La visione della pellicola può costituire un’occasione di rivisitazione di quella peculiare esperienza che fu la Repubblica della Carnia.

Livio Jacob, gemonese, ha fondato la Cineteca del Friuli e da allora la dirige. Nel 1982 è stato fra gli ideatori delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, di cui è presidente. Autore di numerosi articoli e saggi sul cinema e, con Carlo Gaberscek, dei libri Hollywood in Friuli-Sul set di "Addio alle armi" e Il Friuli e il cinema, è produttore esecutivo dei reportage di Gloria De Antoni realizzati dalla Cineteca a partire dal 2005 e dedicati a film e personalità del cinema e dello sport legati al Friuli Venezia Giulia.

Giulio Magrini, valligiano di Luint, continua a percorrere le montagne fin da bambino, e ancora di più negli ultimi anni, dopo l’abbandono della politica attiva (è stato consigliere regionale del Pci dal 1973 al 1988).
Componente dell Anpi friulano, è figlio di Aulo Magrini, il “medico dei poveri”, leggendario comandante partigiano della Carnia caduto al ponte di Nojaris in un scontro con i nazisti, il 15 luglio 1944.

 
 
 
  SETTEMBRE 2009
 
  8. Domenica 6 settembre, alle 14.30
Rifugio Antelao, Valle di Cadore BL
Marco Maiero, Pierpaolo Sancin e Luciano Santin narrano
Là su per le montagne, un modo di cantare la vita

Un tempo il cantare era indissolubilmente connesso all’andare in montagna. Le gite in pullman, le serate in rifugio, persino i grandi bivacchi in parete erano scandite da brani più o meno intonati.
Oggi che la tradizio-ne, la conoscenza, e la competenza canora rischiano di sbiadire, si può riflettere su una delle forme più immediate e autentiche di espressione.

Marco Màiero, di Tricesimo, diplomato al “Tomadini”, insegna educazione musicale e ha composto musica per il teatro e per gruppi di ottoni. Dal 1978 con il coro Vôs de mont, propone canti originali che hanno la loro sorgente nei colori della terra e della storia friulana, ma non sono vincolati all’uso della marilenghe.
La sua musica è una sorta di polifonia etnica in cui melodia e armonizzazione valorizzano le potenzialità vocali.

Etnomusicologo e ricercatore, laureato a Trieste con una tesi sulla psicologia sociale della musica e diplomato all’istituto superiore di musicologia di Bologna con una tesi sul canto urbano triestino, Pierpaolo Sancin ha pubblicato numerosi libri per Olski, Garzanti, Pizzicato, la Nuova Base, tra cui Vita di un cacciatore di antiche melodie, biografia di Claudio Noliani, del quale è considerato l’erede.

Luciano Santin, già membro del direttivo nazionale dei Giornalisti di Montagna e socio Gism, scrive sulla stampa specializzata e sulla “Pagina della Montagna” del Messaggero Veneto.
Giurato dei premi Leggimontagna e Le Alpi Venete, ha scritto libri e realizzato audiovisivi di carattere alpinistico.
Ha cantato per una ventina d’anni nel coro Antonio Illersberg di Trieste.
 
 
  Per informazioni
ASSORIFUGI
“Associazione Gestori Rifugi Alpini
del Friuli Venezia Giulia e del Veneto”
TOLMEZZO (UD)
tel. 0433-487786 dalle ore 8-12.30


www.assorifugi.it

AIAT TARVISIO        tel 0428 2135
AIAT CARNIA           tel 0433 929290